Fare spazio.

Credo che uno degli aspetti che contraddistingue noi quasi mamme quarantenni sia la quantità.

No, non mi sto riferendo alla quantità di anni, o di rughe, o di chili di troppo. Presto ci occuperemo anche di quello!

Sto pensando invece alla quantità di cose che abbiamo accumulato nelle nostre vite.

Vestiti, libri, foto, quaderni di appunti, biglietti aerei di viaggi che non si possono dimenticare, boccette di profumo usate a metà, scarpe che sicuramente troveremo l’occasione di indossare di nuovo, anni di cedolini paga conservati gelosamente come ricordo di un passato glorioso di donne in carriera.

Sono sempre stata consapevole del fatto che la nostra casa è stipata di carte e di oggetti, ma ne ho preso piena coscienza soltanto ora che abbiamo la necessità di fare spazio per l’arrivo di nostra figlia. E ho cominciato a sentire un po’ di mancanza di respiro ogni volta che apro uno sportello e mi imbatto in cataste di carpette in precario equilibrio o che fatico a richiudere un cassetto perché il suo contenuto tracima.

Credo che quest’esigenza vada di pari passo con la svolta anche mentale che questa strana gravidanza sta portando con sé. È  arrivata in un momento in cui ero ai ferri corti con il mio presente, in cui era fortissima l’esigenza di cambiamento radicale. Era come se la mia mente non ricevesse più ossigeno a sufficienza.

Così – io che sono disordinata per natura, ché la vita è troppo corta per passarla a riordinare – per la prima volta sento un bisogno quasi fisico di svuotare, alleggerire, ripulire l’ambiente che mi circonda, così come la gravidanza sta portato aria fresca nella mia vita che si stava un po’ avvitando.

Mi  sento come se avessi recuperato spazio mentale e ora avessi necessità di recuperare spazio anche fisico per cose nuove, fresche, pulite.

Nelle scorse settimane ho preparato un piano di attacco dettagliatissimo, e ho cominciato a seguirlo con la massima pignoleria. Per il momento mi sta dando molte soddisfazioni, sento una grande sintonia fra “dentro” e “fuori” e devo confessare che mai avrei pensato che l’ambiente circostante potesse essere collegato in modo così profondo con gli stati d’animo, come anche Marie Kondo, con il suo “Il magico potere del riordino”, ci insegna.

E voi, come avete gestito o state gestendo il problema degli spazi in attesa che la famiglia si allarghi? Avete sperimentato anche voi quest’esigenza di pulizia e rinnovamento?

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