Un weekend in Veneto, fra Padova e Vicenza.

Mr 40anni e io ci siamo sempre concessi frequenti “weekend da morosi”. Nel nostro lessico famigliare, un weekend da morosi è una piccola parentesi nella nostra routine, basata su:

  • Breve viaggio, massimo due o tre giorni
  • Location culturale, romantica o rilassante, come può essere una città d’arte, una località di mare tranquilla e pittoresca, una capitale
  • Momenti per noi: cenette in ristoranti tipici, caffè o aperitivi in location panoramiche, degustazioni in cantine di nicchia o pause in centri benessere

Negli anni, abbiamo fatto moltissimi weekend da morosi. Per noi è sempre stato un modo per ricaricare le batterie e ritrovarci come coppia. Un modo per dire che “noi” come coppia ci siamo, esistiamo e veniamo prima di tutto il resto. Credo il sentirsi ancora “morosi” sia uno dei piccoli segreti della solidità e longevità del nostro rapporto.

Nei primi mesi di gravidanza, vuoi per l’impatto emotivo di questa novità, per le nausee del primo trimestre o per un po’ di ansia legata al benessere della Pupattola, questo nostro rito è stato accantonato.

Visto però che tutto prosegue per il meglio e la mia pancia, per quanto ormai abbastanza visibile, non è ancora troppo ingombrante, abbiamo deciso di regalarci una piccola fuga approfittando del fine settimana del primo maggio.

La meta prescelta è stata il Veneto, che, con un po’ di vergogna, ammetto di conoscere veramente poco. Così abbiamo costruito un itinerario di tre giorni intorno a Padova e a Vicenza e alle rispettive province.

Fra le mille meraviglie che abbiamo scoperto nel nostro itinerario, vi voglio parlare in particolare di tre piccole perle: Marostica, Bassano del Grappa e Cittadella. Sono tre cittadine fortificate, contese nel Medioevo dai signori che in Veneto si spartivano il predominio, gli Scaligeri e i Carraresi.

A Marostica nella piazza di fronte al Castello Inferiore, si svolge ogni due anni la partita degli scacchi viventi, che rievoca la storica contesa fra i due pretendenti della bella Leonora, figlia del signore della
citta’.

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Marostica: la piazza “degli scacchi” e il Castello Inferiore

Il Castello Inferiore merita sicuramente una visita, come pure, pancia permettendo, è da programmare la salita al Castello Superiore. La passeggiata, di circa mezz’ora, si svolge su un sentiero acciottolato e presenta un discreto dislivello da superare (circa 200 metri). Avventuratevi soltanto se avete scarpe comode, non avete fiato corto o tachicardia, e se la panciotta non è troppo pesante o ingombrante. Assolutamente sconsigliato in caso di pioggia (i sassi possono diventare scivolosi) e non percorribile con passeggini o carrozzine al seguito. Nonostante la difficoltà della salita, la passeggiata è comunque resa piacevole da scorci panoramici e dall’ombra degli ulivi che ricoprono il colle quasi interamente.

Una volta giunti sulla sommità, la vista è strepitosa: lo sguardo spazia dal centro storico della cittadina, con l’inconfondibile piazza a scacchiera, fino alla pianura veneta, verdissima e luminosa in primavera. Il Castello Superiore purtroppo non è visitabile, ma c’è la possibilità di godersi l’atmosfera prendendo un caffè al bar ristorante che oggi lo occupa.

Dopo la salita al Castello Superiore, ci siamo rifocillati da Vicentini 1966, un forno storico, in pieno centro, che oggi si presenta come una panetteria “boutique” nella quale fermarsi per uno spuntino veloce a base di insalate, pizze, focacce e ottimi dolci. Consigliatissimo alle toxonegative, per l’ampiezza della scelta di prodotti da forno “toxo-safe”!

L’itinerario è proseguito con la visita del centro storico di Bassano del Grappa, la cittadina resa famosa dal celebre “Ponte degli Alpini”. Si tratta in realtà di un ponte di epoca tardo-rinascimentale, progettato da Andrea Palladio e realizzato con una struttura in legno leggera ed elegante.

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Il fiume Brenta con il celebre ponte di Bassano sullo sfondo

Il centro storico è caratterizzato da edifici medievali e rinascimentali, perfettamente integrati in un tessuto cittadino giovane e vivace. Da visitare il Museo degli Alpini, sul lato del ponte opposto al centro storico, e il castello.

L’ultima tappa della giornata è stata Cittadella.

Ne avevo sempre sentito parlare come di una cittadina gioiello, ma soltanto visitandola mi sono resa conto del suo fascino. Cittadella è racchiusa in una cinta muraria perfettamente conservata, caratterizzata da quattro porte, in corrispondenza delle quattro principali vie di accesso, e da dodici torrioni. Le mura sono completamente percorribili grazie al cosiddetto “camminamento di ronda”, un percorso sulla sommità delle mura stesse, che permette di godere della vista della città e dei suoi monumenti, verso l’interno, e dei dintorni di Cittadella verso l’esterno.

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Il centro storico di Cittadella e la cinta muraria sullo sfondo

L’ingresso è in corrispondenza di porta Bassano: si sale per un’agevole scalinata e si parte, in senso antiorario. Il camminamento è completamente restaurato e messo in sicurezza: sul lato esterno si è protetti da un muretto e su quello interno da una balaustra aperta. Se non si soffre di vertigini, si percorre abbastanza agevolmente: il pavimento non è sconnesso e anche le scalette di accesso ai diversi torrioni e porte, a volte strette, sono però sicure. La visita è sicuramente raccomandata per la particolarità dell’esperienza e il fascino della vista della città dall’alto, non è faticosa ed è praticamente alla portata di tutte. Da evitare soltanto se vi dà fastidio l’altezza, se avete difficoltà a salire le scale e se la pancia è particolarmente ingombrante.

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Le mura di Cittadella

Un itinerario interessante, agevole e rilassante,  alla scoperta delle bellezze del nostro paese, che vi consiglio di programmare!

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