La verità è che ho paura

Sì, lo ammetto, per la prima volta e prima di tutto a me stessa. Ho paura.

Non è paura del parto, paura di non farcela, di non essere capace, di non averne le forze. Sono abbastanza fatalista e credo nell’istinto: di fronte a un possibile problema, la natura o la scienza forniranno la soluzione.

La mia è una paura molto più sottile e più centrata su me stessa. Ecco, la definirei una paura egoista.

Arrivata a quarant’anni, mi ero costruita una vita “su misura”, un mosaico fatto di tessere scelte con cura: il mio lavoro, i viaggi, le mie passioni. Tante persone, amici di sempre o compagni per un breve tratto di strada. I miei tempi e i miei spazi vuoti. E il mio compagno, il centro del mio mondo.

Questo mosaico sono io, né più né meno. Eliminando o sostituendo una tessera, il mosaico cambierebbe e io non sarei più io, ma un’altra persona. Un’altra me.

Adesso sto prendendo consapevolezza del fatto che fra poche settimane mi addormenterò in una vita e il giorno dopo ne comincerà un’altra, completamente diversa. Ancora più piena e ricca, probabilmente; più complicata, sicuramente. Un mosaico differente. Appunto, un’altra me.

Sono pronta ad affrontare tutto questo? Non l’ho forse tenacemente cercato, perseguito, sognato?

Sì, certo, non rimpiango niente. Ma il cambiamento non è da poco. Sto passando dal rispondere esclusivamente a me stessa, da un’indipendenza quasi assoluta, all’avere una cucciola che dipende completamente da me per tutti i suoi bisogni, da quelli primari, legati alla mera sopravvivenza, a quelli più astratti e complessi, man mano che crescerà.

La sfida sarà quella di ritrovare presto un equilibrio, un centro di gravità, che includa la cucciola ma che non escluda me, che non mi spinga ai margini della mia stessa vita, costruita con cura un pezzo dopo l’altro.

E’ egoismo? Qualcuno potrebbe pensare di sì. Chi trova la propria assoluta realizzazione nel partorire e nel crescere un figlio potrebbe non capire questo bisogno di continuare a esistere, a coltivarsi come essere umano a prescindere dal figlio, o in parallelo al figlio.

Invece io credo che questo bisogno sia strettamente connesso alla maturità, all’età avanzata nella quale mi sto ritrovando a diventare madre.

Ormai raggiunto un equilibrio, costruita un’identità solida e completa, dovrò reinventarmi, ricostruirmi da zero o quasi.

Ne sarò capace? Voi ci siete riuscite?

4 pensieri riguardo “La verità è che ho paura

  1. Certo che è successo anche a me e ti assicuro che esserne consapevole che dovrai “ricostruirti” sei già avanti… è un cambiamento che tu hai voluto e quindi all’inizio sarai spiazzata poi piano piano sarai una nuova donna… Think positive, please!!! Io ho aperto un blog quando mio figlio aveva un anno e mi è servito tanto … dai dai

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    1. Ciao! Grazie mille per il tuo pensiero… anch’io credo che essere consapevoli di questo timore latente e – come dici tu – dare forma ai propri pensieri in un blog, siano gia’ due bei passi avanti! E’ bello leggere nelle tue parole tanta positivita’, spero di riuscire ad avere una carica come la tua… Ti auguro tutto il meglio!

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